Affitti, indice FOI di settembre 2026: cosa controllare prima di aggiornare il canone

L'ISTAT ha diffuso il dato definitivo di settembre 2026: l'indice FOI al netto dei tabacchi segna +4,0% su base annua. Il numero è utile, ma l'aggiornamento del canone non è automatico: conta prima di tutto ciò che prevede il contratto.
Il nuovo dato ISTAT
Nel comunicato del 16 ottobre 2026, l'ISTAT rileva per settembre una variazione annua del +4,0% per l'indice FOI al netto dei tabacchi, l'indice delle famiglie di operai e impiegati spesso richiamato nei contratti di locazione. Sul mese precedente la variazione indicata è del +0,6%.
Il dato è un riferimento statistico nazionale: non definisce da solo l'importo di un canone e non modifica automaticamente un contratto. Serve piuttosto a fare un calcolo quando la clausola contrattuale prevede un aggiornamento collegato all'indice e quando ricorrono le condizioni applicabili al singolo rapporto.
Prima del calcolo: tre controlli essenziali
Per evitare equivoci, proprietario e inquilino possono verificare con ordine:
- la clausola contrattuale, per capire se l'aggiornamento è previsto e in quale misura;
- la decorrenza, cioè il mese o la data cui il contratto collega l'eventuale variazione;
- il regime fiscale e le comunicazioni, inclusa l'eventuale scelta della cedolare secca e le regole applicabili al caso concreto.
In molti contratti l'adeguamento non corrisponde necessariamente al 100% dell'indice; non è corretto applicare una percentuale standard senza leggere il testo firmato. Anche il modo e il momento della richiesta vanno gestiti con attenzione, conservando una comunicazione chiara tra le parti.
Un esempio solo orientativo
Se un contratto ammettesse un aggiornamento pari al 75% della variazione FOI e se la decorrenza fosse proprio settembre, il riferimento teorico sarebbe il 75% del +4,0%, quindi +3,0%. L'esempio non è una regola generale né un conteggio da applicare automaticamente: clausola, data e regime del contratto possono cambiare il risultato.
Perché la notizia conta a Trani, Bari e in Puglia
In un mercato degli affitti in cui la sostenibilità del canone conta sia per la redditività del locatore sia per la stabilità dell'inquilino, un confronto puntuale prima di inviare una richiesta aiuta a prevenire incomprensioni. Per chi sta cercando casa, è utile chiedere in fase di visita se il contratto contiene una clausola di aggiornamento e con quali modalità. Per chi mette a reddito un immobile, è altrettanto utile programmare scadenze e comunicazioni senza improvvisare.
Per calcoli, fiscalità e validità delle singole clausole è prudente rivolgersi al proprio commercialista, CAF, associazione di categoria o professionista di fiducia.
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Fonti
Fonte principale: ISTAT – Prezzi al consumo, settembre 2026, dati definitivi pubblicati il 16 ottobre 2026.
Fonte secondaria: ISTAT – Indici per aggiornare affitti e assegni familiari.
Data della fonte: 16 ottobre 2026.


